martedì 16 settembre 2014

IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO.

IL CASO FERRARO,  I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. ( su altervista.org )


IL CASO FERRARO,  che fa esplodere la conoscenza reale e concreta circa la esistenza di ruolo metodiche ed attività di un preciso apparato deviato "individuato",  viene taciuto :  hanno  tentato di tenerlo nascosto in molti, correi, conniventi, impauriti, inconsapevoli e superficiali,  ovvero hanno marchingegnato lambiccandosi per confonderne la portata, la natura,  i fatti .

  
TACE però oggi ancora l'apparato interno al movimento CInque Stelle, non solo i finti democratici e i finti liberali di una destra scavalcata a destra . 
La domanda trattenuta per tre anni è semplice : 
trattandosi di una vicenda che svela  venticinque anni di trame  e percorsi e progetti di un preciso apparato deviato, si  sottovaluta, non si coglie o non si capisce , si cela impauriti o vittime della disinformazione criminale dei medesimi apparati sotterranei, o  
vI è anche una infiltrazione di questi attiva e pesante negli stessi vertici del movimento politico cinque stelle che peraltro guarda,  vede ed insegna a guardare solo la "casta politica"  e non ANCHE il  coagulo di potere sotterraneo che letteralmente la gestisce la controlla e la va liquidando passo  dopo passo,   in fedele esecuzione di un modello e progetto che ha   precisi ascendenti internazionali  già resi  noti ?! 

IL 23 maggio del 2009 nel quadro di una attività che ha una EVIDENTE  sostanza eversiva ed un preciso rilievo sinanche storico indiscutibile, viene sottoposto ad un sequestro di persona il magistrato di Cassazione Paolo Ferraro .
Una squadra operativa composta da una psichiatra ( la solita della ASL RM E che attua questi blitz ), il solito  medico, tre infermieri due vigili urbani,  accompagnata dal figlio legale  Fabrizio  Ferraro ( che ne va ad oggi traendo benefici di carriera e posizione evidenti ),   nascosti al piano terra stradale i due fratelli minori del magistrato ( potente avvocato e impiegata pubblica sulle cui caratteristiche personali stendiamo un velo pietoso), dopo una trappola organizzata dalla moglie separata Silvia Canali,  avvocato ed interna a quegli apparati e più in alto coperta per benemerenze antiche e nuove parentele ,  costringe Paolo Ferraro,  appena tornato dal lavoro a casa,  dove viveva da solo, a seguirli .
Viene stilata una falsa certificazione al volo e non solo non vi era alcun provvedimento tantomeno convalidato ma alcun neanche minimo presupposto legale o di fatto (vien da sè). 
Il magistrato era destinato alla struttura del San Filippo Neri gestita dallo psichiatra Stefano Ferracuti con un ruolo  (anche)  in quell'apparato. 
Il tutto era stato preparato nella ultima fase da Luigi Cancrini, la eminenza rosso bruna,    accerchiando disinformando e gestendo la famiglia di origine del dott. Ferraro appartenente nei suoi membri, ad insaputa della vittima, a realtà coperte ( massonerie e framassoneria e gruppi di potere anche sotterranei almeno con riferimento a padre e fratello avvocato ) . 
Un coacervo di odi,  rivalità,  vendette,  attività preparate per venti anni doveva bloccare la denuncia pronta, del medesimo magistrato,  sulle vicende della Cecchignola e le altre ricostruite,  svelate concretamente e con prove  mai prima fornite,  di diretto riscontro . 
Da ultimo anche la organizzazione ed il riferimento di conoscenze certe per ordire il trappolone della Cecchignola è stato fatto emergere con un attento articolo http://cddgrandediscovery.altervista.org/ritrovando-notizie-preziose-sulla-indagine-fiori-nel-fango-riprendendo-i-post-112-212-312-412-e-512-grandediscovery/]. 
La denuncia ed il MEMORIALE riusciranno a essere depositati solo il 7 marzo del 2011  e verranno "seppelliti" poi  a Perugia http://cddgrandediscovery.altervista.org/la-grande-discovery-memoriale-depositato/ ] ,   mentre si tentava di arginare la emersione di verità  ingestibili e tremende. 
Tutto invece uscirà in modo centellinato e programmato  e portato alla luce , insieme ai brogliacci ed audio della Cecchignola,  alle analisi sulle vicende personali e sull'apparato e sulle sue metodiche, insieme alle contestualizzazioni millimetriche , al disvelamento del progetto eversivo  strisciante e del ruolo affidato agli apparati psichiatrici e alla scalata nei gangli della magistratura , sotto la penetrante vigilanza degli apparati militari e dei servizi deviati: una opera portata quasi  ( :D ) a termine attraverso i nostri articoli pubblicati tra il maggio 2012 ed oggi.
Nellontano ma vicino 1994 Paolo Adinolfi fu fatto sparire avendo toccato con mano un apparato deviato incistato nel tribunale fallimentare di Roma e nella Procura sezione reati fallimentari  anche. Con ragionevole probabilità si trattava delle propaggini di settore di un medesimo apparato gestito,   con la presenza ed ausilio della criminalità organizzata ( camorra ) .  Puntuamente la telefonata alla mia abitazione dell'ottobre del 2011 ricevuta dalla convivente cui una voce non identificata chiede con abile intonazione " E' tornato a casa .... Paolo Adinolfi ?! " . 
Il caso nel 2009 volle invece che la allegra brigata con il magistrato Ferraro coartato contro la sua volontà  fossero dirottati verso il Santandrea . Dalla analisi della cartella clinica emerge ancor oggi che fatti al volo i test  il magistrato PAolo Ferraro era non solo sano ma addirittura sereno ( salvo il "lieve"stress dovuto al SEQUESTRO DI PERSONA PATITO ) che dovette intervenire dall'esterno il NAZI Stefano Ferracuti , ma che la diagnosi da costui fatta in una consulenza  sullo "stato " del magistrato Ferraro commissionatagli a copertura emergeva un personaggio in stato avanzato deliroide schizofrenico ( è ovvio ) e NON in grado nemmeno di dare il proprio consenso sulla privacy ed al trattamento sanitario ( coartato a monte). Emergerà sempre che la struttura del San Filippo chiedeva a gran voce la fisica persona del dott. Paolo Ferraro perchè da loro trattato e conosciuto da anni !!! ( UNA COSA DA FAR CADERE DALLA SEDIA CHIUNQUE , ma Grillo tace ... insieme ad altri in pessima compagnia -  meritata - ) . A ciliegina sulla torta quando la cartella clinica verrà richiesta in copia da un giudice,  verrà trasmessa senza i TEST e senza la relazione-consulenza di Ferracuti ( impossibile a farsi "casualmente" in quanto la copia integrale della cartella era unitariamente digitalizzata ) . Era troppo pure per un apparato deviato far emergere la schizofrenica ( quella sì ) realtà di un uomo  perfettamente sano da TEST ma gravissimo da consulenza CRIMINALE . Avevamo chiesto prima "in sordina " nell'ottobre 2012, ottenendola,  la integrale copia ..... 
La sequenza degli orditi successivi (  2010 - 2013 ) , analizzati con prove dirette,  consentirà all'apparato di  portare a termine solo l'obiettivo di eliminare il magistrato professionalmente e di eliminarne la presenza coscienza critica e ruolo quotidiani dall'interno della istituzione giudiziaria .   
Paolo Ferraro punto su punto,  trama su trama,  attività criminale su attività criminale disvelerà tutto puntigliosamente ricostruendo assetti metodiche ed attività coperte e mettendo alla luce chiavi concrete di lettura sugli accadimenti che vanno dagli anni novanta in poi.  http://cddgrandediscovery.altervista.org/le-sintesi-dal-1992-al-2014-un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama-di-un-film-peccato-che-e-tutto-al-millimetro-vero-le-sintesi-dal-1992-al-2014/ ] . 
Tra l'altro fornendo la prova insuperabile di una attività di apparati deviati su server OMNITEL dettagliata e fatta ascoltare con analisi diremmo ineccepibile . [ http://cddgrandediscovery.altervista.org/sessanta-secondi-svelano-attentamente-valutati-piu-di-mille-documenti/ ] Una vittoria o una attività vincente su tutti i piani meno,  per ora,  quello centrale del potere reale di questa associazione segreta: ad essa ( pur traballante )  è stato reso possibile mantenere sinora il punto sulla eliminazione dalla magistratura del magistrato "pericoloso" culturalmente intellettualmente e professionalmente, GRAZIE al silenzio di settori impensabili . 
Verrà sinanche respinto un tentativo ignominioso di sottoporre il magistrato alla morte civile mediante amministratore di sostegno, un episodio di gravità inaudita , destinato a restare nella storia come esempio di attività criminale di apparati e dello Stato da loro manovrato.http://cddgrandediscovery.altervista.org/trittico-bando-alle-ciancie-un-giudice-contento-ed-un-profilo-artificialmente-inventato-o-anche-progettato-da-tempo-2/ ]. 
Ora cede progressivamente il tutto, giorno dopo giorno come anche il tessuto disinformativo incistato persino nel mondo complottistoide e della fasulla controinformazione .http://cddgrandediscovery.altervista.org/i-complottavistockiani-professionali-semiprofessionali-dilettanti-quelli-laici-quelli-oi-magoi-quelli-de-la-politica-indipendente-siamo-solo-noi/ ]. 
Con il demerito di Grillo,  di Casaleggio di democratici finti,   di  politici ufficiali , di falsi controinformatori che lavorano per i medesimi apparati nascosti , e senza alcuna attività pubblica di  solidarietà dei colleghi  e magistrati ormai consapevoli . Ma vi sono giudici ... a Berlino .... anche . 
E abbiamo insegnato che una cosa è lo Stato e la magistratura e la psichiatria e la medicina , una cosa è la loro storica e criminale deviazione attraverso un progetto che porta,  eliminate le caste politiche ( si .. un pò grillini ?! ) ad un salto totalitario aggiacciante . 
E tale e tanta è stata la paccottiglia ignobile affastellata nel tentativo di distruggere il magistrato Ferraro che dentro agli stessi apparati deviati si va aprendo la consapevolezza di aver esagerato oltre ogni misura e di dover trovare una soluzione diversa dall'omicidio  a sua volta ingestibile di Paolo Ferraro . SI tenterà di incastrarlo in qualche cosa forse , ma chi se la sente più di macchiavellare ed ordire col rischio che la ciambella non venga col buco ?! 
Riemerge ora utile una sintesi realizzata ben due anni fa da un ottimo autore, cui va la mia stima ed il mio ringraziamento. 


C’E’ UN GIUDICE A ROMA …. La “oscura” vicenda del giudice Paolo Ferraro, “illuminata “ . UNA ORGANIZZAZIONE DI CASTA DEVIATA E  SEGRETA : ” UN GLADIO NEL VENTRE DELLA DEMOCRAZIA “

Gli elementi di un feuilleton fin siecle ci sono tutti e il mix che ne deriva è davvero esplosivo. Cerchiamo di ripercorrere a grandi linee questa intricata quanto assurda vicenda iniziando dal principio.
Tutto comincia quando negli anni settanta ci si deve schierare, si deve prendere una posizione netta, precisa, senza mezzi termini se si è in buona fede e se si crede che sia un dovere dare il proprio contributo grande o modesto che sia, per cambiare il mondo, combattere l’ingiustizia, lottare per la libertà e la dignità dell’uomo che in quanto tale è necessariamente soggetto di rispetto e di dignità.
E Paolo Ferraro si schiera, sì come tanti seguendo quelle teorie che più sembravano voler poter dare all’umanità giustizia, uguaglianza libertà. Si identifica con la sinistra, con quella più radicale, più estremacon Lotta Continua, poi con il Manifesto, Partecipa alle manifestazioni, lotta, s’impegna scrive articoli infuocati ma mai banali, intelligenti cosa che lo pone sotto una certa luce più vivida e diversa. Ma ll nostro unisce lo spirito guerriero anche ad una profonda coscienza ed un alto senso del dovere: studia, con impegno, non va a rimorchio del “sei politico” non lo vuole, lo aborrisce, lo fugge vuole quello “che merita”, quello che la sua intelligenza viva e corposa può ottenere e rivendicare con orgoglio. Rivendica una formazione cristiano sociale e “marxiana” ed il senso di militanza culturale ed intellettuale : conoscere tutto ciò che l’opinione ufficiale e la conoscenza tecnica richiedono, a menadito, e sovrapporre ricerca libertà di pensiero approfondimenti e punti di vista alternativi con il metodo ed il rigore appresi sin dal liceo, grazie al suo professore Marcello Vigli, uno dei fondatori della rivista cattolica COM Nuovi Tempi.
Si laurea in Giurisprudenza con media anche a pieni voti, lavora dall’età di 20 come impiegato pubblico, fà esperienze di sindacato, politiche, scrive su giornali, passa per gli uffici legislativi o legali di una parte dello Stato , continua a fare l’assistente in facoltà, poi fa il concorso in Magistratura, lo supera brillantemente senza spintarelle, raccomandazioni, raggiri o meriti di combattente e resistente ad oltranza.
E qui, presa coscienza che il Magistrato è super partes e che deve applicare quanto la Costituzione di questa disgraziata, parolaia, smidollata ed anche insanguinata, Repubblica, e le sue leggi impongono : fù una scelta dicotomica e per lui anche dolorosa: fare il Magistrato e non fare più politica. Cioè mantenere sì le proprie posizioni ideologiche, ma svolgere in modo imparziale il proprio lavoro di rendere giustizia, anzi con una imparzialità fondata sui valori della costituzione, ancor più determinata e motivata .
Nonostante la sua ”cristallina” militanza a sinistra che certamente non mette in discussione la sua fede politica, all’interno di Magistratura Democratica i suoi ex compagni non sono poi così solidali con lui e le sue prese di posizione non sempre sono seguite ed apprezzate, quasi vi fosse una differenza impalpabile ed a lui incomprensibile .
Nel 1991 e 1992 Paolo Ferraro schierato accanto a Falcone eBorsellino , in uno scontro interno alla corrente dei magistrati, a lui allora parzialmente incomprensibile nelle sue ragioni profonde . Poi capirà e divulgherà in questo anno dal maggio in poi, la chiave di lettura “appresa” .
Adesso immaginate quello che deve aver provato una persona di questa fatta quando, esperto in vari settori, anima riconosciuta per doti organizzative e di informatizzatore delle attività giudiziarie, da anni in conflitto con una area tanto lontana e avversa quanto apparentemente vicina, a cinquantatre anni , all’improvviso, scopre un nuovo mondo di nefandezze, di raggiri, di violenza e quel che peggio di applicazione di mezzi e sistemi di condizionamento e di riduzione di persone in uno stato di servaggio e schiavitù anche psichica. Come una voragine gli si aprono davanti chiavi di lettura e scenari grotteschi impensati, mentre da sempre criticava consapevolmente andazzi coperti e trasversalità , senza averne però colto il profondo ed occulto humus, ma per assenza di informazioni e conoscenze ( nascoste queste a tutti, esotericamente anche , ma in nome del segreto militare di Stato anche ).

La sua ultima compagna di allora , che viveva in una palazzina all’interno della Cittadella della Cecchignola la sede di diversi e importanti Comandi militari dell’esercito italiano ma anche di civili abitazioni destinate ad ufficiali e sottoufficiali militari, era stata oggetto di una serie di trattamenti di condizionamento mentale esercitati attraverso alcuni programmi speciali studiati prima nei lager tedeschi e poi ulteriormente sviluppato e perfezionato dai servizi americani che di quei programmi si erano impossessati. Il giudice Ferraro, insospettito da strani movimenti che avvenivano nell’appartamento che condivideva con la compagna, e dopo aver sommato decine e decine di dubbi e rilevazioni di fatti e circostanza poco chiare ( che chiama ironicamente i cento indizi zero ) decise di procedere ad una serie di controlli attraverso la registrazione compiute con un computer portatile lasciato apposta acceso all’interno della abitazione in cui viveva nella Cecchignola con la compagna ed il figlio dodicenne di lei. Il risultato fu devastante: a precisi comandi vocali impartiti da alcune persone il soggetto si trasformava completamente e compiva atti e poneva in essere comportamenti davvero umanamente degradanti. In queste situazioni off limits venivano coinvolti, oltre ad altre persone anche dei minori su cui si consumavano degli atti di pedofilia e di violenza morale e fisica.
E’ ben vero che la procedura usata ( registrazione ambientale ) non era conforme al dettato della legge, ma per il principio giuridico dell’urgenza e dell’urgenza che la situazione richiedeva i mezzi usati diventano, de iure, leciti ed ammissibili.
Da magistrato prima, ma anche da persona cosciente e consapevole della responsabilità morale che doveva essere assunta, il dottor Ferraro si rivolse subito nel novembre del 2008 alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo che venisse aperto un procedimento e svolta un’indagine approfondita sui fatti da lui denunciati. Il comportamento della Procura fu molto più sconcertante: il consiglio di riposarsi e ricorrere ad assistenza, le prove fornite erano delle mere patologiche congetture, non sufficienti e molto indiziarie1. Contemporaneamente si faceva capire al magistrato che sarebbe stato meglio lasciar perdere “ togliti fuori da questa storia “ , in quanto in ballo venivano chiamate istituzioni assolutamente intoccabili come le Forze Armate e la stessa Magistratura.
A questo punto le massonerie coinvolte nell’affaire, e che avevano trovato il modo per infilare il puro magistrato in una situazione da ricatto o addirittura tentavano di fargli fare inconsapevolmente il “cursus honorum “ dei poteri forti e deviati, per indurlo a passare da una altra parte rispetto ai suoi valori ed ala legalità costituzionale, cominciarono a cercare di eliminare il pericolo Paolo Ferraro “consapevole”, che nonostante tutto continuava coerentemente per la sua strada, senza paura e senza minimamente pensare di scendere a compromessi o peggio a mercanteggiare sulla questione.

Viene occultamente accerchiato da psichiatra deviato, al cui ausilio era ricorso per “tutelare e salvare la donna della Cecchignola ed il bambino , mentre una ridda di rapporti di mistificazione e nascosta relazione si intessono tra alcuni parenti che scoprirà vicini a queste aree deviate, una moglie separata e fattagli conoscere dall’ambiente della Procura, anche essa imparentata e legata a poteri forti di rilievo internazionale ( ma lui scherzosamente chiosa ancor oggi “ a me Lucio sembrava un giuggiolone professore universitario sciapito e troppo didascalico “ , mentre le fortune sospette del ricco fratello avvocato, da sempre oggetto di suoi strali, privi di acrimonia, ed allontanamento cautelativo, gli sarebbero esplose innanzi nella loro evidente “matrice “.
Dopo tutta una serie di intimidazioni implicite e non, un pomeriggio del maggio 2009, mentre analizzava nuovamente gli audio e stava giungendo a conclusioni definitive ragionate e ovviamente preoccupate, mentre la vicenda era stata letteralmente “tombata “ in sede giudiziaria, si vide comparire sulla porta di casa, tratto in un tranello dalla ex moglie separata, due vigili urbani, tre infermieri una psichiatra mai vista un medico di supporto e sotto casa appostati i due fratelli e anche un figlio anagrafico di primo letto, ed un messo comunale, oltre a due infermieri. La psichiatra dinanzi a un comportamento attonito e stupito, avvisati a voce dal dott. Ferraro i due vigili urbani della gravità di quello che stava accadendo, improvvisò contro ogni evidenza una “certificazione “ al volo, e il giudice Ferraro fu coattivamente condotto presso l’ospedale Santandrea che aveva posto disponibile , contro la sua volontà, impossibilitato a difendersi . Il giudice arrivato ivi denuncerà immediatamente fatti e contesti, ma ragionando sul da farsi con il medico di turno, palesemente non attivo e non partecipante all’agguato , di entrare nell’ospedale, consapevole che non aveva altra scelta. Lì per due giorni letteralmente a spasso fuori dalla struttura , compilando test che, fatti di recente “non emergere” e poi recuperati , dimostravano ovviamente il suo perfetto stato di piena salute , salvo il “lieve stress” da sequestro di persona, avrà un incontro con altro psichiatra richiesto all’esterno e appartenente alla struttura alla quale era destinato che stilerà una perizia falsa gravissima, dal giudice Ferraro ora documentata . Nell’imbarazzo palpabile, e tra i commenti disincantati ma carichi di simpatia del personale addetto al reparto, subirà allora un iter “controllato” , pur dichiarando di voler uscire e sotto permanente minaccia del TSO ( procedura e provvedimento mai attivati ) addirittura da lui fatta verbalizzare nella cartella clinica, a futura memoria . La somministrazione inizialmente massiccia di un prodotto dannosissimo per i sani, e che incide sulle facoltà mentali e sui collegamenti delle sinapsi ( RISPERDAL), e di altro, lo terrà annichilito , consapevolmente appiattato e stordito, ma scriverà a mano la denuncia ed il promemoria dei fatti. Una degenza coartata, alla quale, sotto la minaccia sopra indicata, non potè sottrarsi, e un controllo prolungato volto a vagliare se o meno vi fossero segnali di consapevole volontà di denunciare e proseguire nella strada coerente con la sua storia, la sua sensibilità, il suo stesso ruolo .
Dimesso certificando la sua sanità di mente ed un mero episodio di “psicosi” transeunte, “senza altre indicazioni”, da “eccitazione reattiva” capirà poi che era finito nella struttura ospedaliere “sbagliata”, cioè non organica al grumo deviato e pericoloso che aveva agito, come confesserà ai suoi avvocati, a distanza di tempo lo stesso primario della struttura intimidito e preoccupato
Al lavoro sino al giorno del suo sequestro, in ferie con domanda gestita dal suo personale che scioccato testimone della operazione lo aveva affiancato e sostenuto, tornato in servizio lo stesso giorno delle sue dimissioni , e continuando a lavorare con la fatica suppletiva comportata dalla tortura chimico farmacologica inflittagli e costantemente monitorata ( analisi del sangue ) verrà lasciato “tranquillo “ come un leone ferito nella grotta, sino al febbraio 2010 quando scoprirà che addirittura ad un primo avvio tentato di una procedura per dispensa, con richiesta subito archiviata, era succeduto un secondo avvio di dispensa da lavoro. Capirà allora quale fosse la posta in gioco, che si voleva eliminarlo dala magistratura e che non si sarebbe fermato il cagulo che aveva agito sotterraneamente , chissà da quanto tempo . Nel luglio del 2010 si concluderà la seconda procedura con un nulla di fatto , archiviata anche questa per assenza di elementi, mentre continuava in silenzio a lavorare come sempre e dovendo anche chi si era attivata dovuto ammettere che tale era la situazione lavorativa del giudice Ferraro.
Dall’agosto del 2010 l’indomito giudice , ripartirà, scegliendo la via della verità e della legge, ricostruendo minuziosamente dati, fatti, ascendenze, rapporti , e poi , con ausilio di due avvocati coraggiosi, arriverà letteralmente ad incastrare il primario del Santandrea con sue ammissioni inequivoche .
Nel frattempo tra minacce e pressioni, avvertendo come suo costume di magistrato impegnato , i colleghi di ufficio, scoprendo però che il livello di omertà o partecipazione non passiva era più esteso all’interno dei vertici della Procura, di quanto avesse potuto immaginare arriverà sino al gennaio 2011, Lì una ennesima riapertura del procedimento per “dispensa“, per intimidirlo od eliminarne definitivamente la “ingombrante “ e "autorevole “ presenza. Ricostruirà anche le ragioni personali e antiche, antefatti da lui sottovalutati, da persona sana e serena , non in grado nemmeno di pensare a complotti orditi, allucinanti ed assurdi.
Al gennaio 2011 ripartito il tentativo, pronto al confronto con una realtà da lui prima non potuta cogliere , preparerà un memoriale che rimane pubblico agli atti della storia, denuncerà il tutto con una congerie di prove e dati , il 7 marzo del 2011, e continuerà a lavorare come sempre, sorvegliando la cordata criminale che lo aveva assediato .
Siccome le disgrazie o le fortune, a seconda dei punti di vista, non vengono mai sole, il Dottor Ferraro, per puro caso, non solo sventò con l’aiuto intelligente del suo personale un tentativo di infiltrazione del 14 e 15 marzo 2011( una relazione di servizio che la dice lunga su quanto e come si muovesse attorno a lui) e vide uscire dalla stanza del collega che più direttamente sorvegliava ( annotandone rapporti e frequentazioni in ufficio pomeridiane ed anomale) il 27 marzo 2011 alle ore 19 c.a , collega una bella donna mora che lo colpì moltissimo. Lì per lì non dette alcuna importanza al fatto anche se aveva annotato che la cosa avveniva con molta circospezione e molta “discrezione” da parte del collega. Solo alcune settimane più tardi, leggendo i quotidiani, si poté rendere conto che la signora bruna altri non era che Melania Rea od una donna identica a lei. Forse era andata dal magistrato inconsapevole e ivi condotta, cadendo in un trappola, per denunciare l’attività di questi gruppi segreti, di queste cellule massoniche deviate, all’interno dell’Esercito e nella fattispecie pratica, della caserma Clementi di Ascoli Piceno; all’interno della quale svolgeva la sua opera il marito Salvatore Parolisi. Costui non faceva opera di seduzione solo a fini personali, ma in quanto cosciente partecipe dei programmi MK Ultra e Monarch che l’esercito sperimentava per fini segreti all’interno delle caserme per preparare e condizionare mentalmente individui e soprattutto belle ragazze da destinarsi a compiti speciali d’impiego.
Continuando nella sua crociata Paolo Ferraro poté mappare con sicurezza tutta la rete di connivenze e di interessi innominabili ed impensabili sottendevano il caso: Tra le scoperte più eclatanti ci fu la scoperta di una rete di psicologi e di psichiatri deviati che svolgono un’intensa azione fuorviante e condizionante all’interno della magistratura ed in piena sintonia con vertici deviati, e che facevano capo a tutta una serie di “intoccabili” alte teste d’uovo dei due settori, ma  a loro volta erano in coordinata, necessaria sintonia con il mondo militare “omologo “ .
Il MEMORIALE, la MEMORIA sui fatti che legano partecipativamente gli “alcuni parenti “ deviati ed irretiti, e l’ESPOSTO/DENUNCIA/MEMORIA AL CSM ultimo , tutti muniti di link che collegano a documenti, audio registrazioni, banche dati e prove, sono reperibili in INTERNET nei siti della “grandediscovery “ 
Da essi tratte le notizie e gli elementi sopra brevemente riassunti .
La mossa di denuncia dei vertici della Magistratura romana alla Procura della Repubblica di competenza, cioè quella di Perugia, fu un atto dovuto: la pratica è giacente e ragionevolmente  in via di completo insabbiamento come da miglior copione in materia.
La successiva convocazione presso la magistratura teramana, ivi sentito sulle attività deviate oggetto della sua denuncia e sulle prove , con riferimento generale alle vicende militari scoperchiate e alle cointeressenze connivenze e coperture, il suo deposito in quella sede della BANCA DATI del progetto MK-ULTRA ( da lui stesso messa a disposizione in rete ) il suo lavoro intellettuale e pubblico sono fatti notori .
Penso sia superfluo rimarcare la incredibile situazione psicologica che umanamente ha dovuto affrontare il magistrato, quale tipo di kafkiana realtà abbia dovuto ed ancora debba vivere una persona proba ed onesta, e quale sia la sua capacità di resistere con serenità di fondo , mostrata a tutti .
Come al solito certe situazioni ti cambiano la vita: aprono orizzonti sconosciuti ed impensabili, distruggono certezze, credenze, rocciose certezze ideologiche ed aprono gli occhi mostrando che le persone per bene, oneste, probe e solidali non hanno colore, non hanno appartenenza politica od ideologica.
Ma solo chi è dotato di un carattere morale a prova di bomba e, se mi consentite di una fede incrollabile, può affrontare certe situazioni che potrebbero tranquillamente portare alla follia. Si ha la possibilità di scoprire chi è veramente in buona fede, chi possa dare una mano, di chi fidarsi e di chi no e la sorpresa grande, per il Dottor Ferraro, è stata quella di scoprire che sono stati molti leali ed in buona fede avversari politici a dargli una mano tra questi i “fascisti” di Forza Nuova ed il suo capo Roberto Fiore: sembra quasi una pena del contrappasso, calmierata dalla piacevole sorpresa che valori di fondo e valori fondati sulla persona e contro devianze poteri finanziari militari e deviati statuali accomunano ideologie antiche in fase di odierno consapevole e condiviso superamento . Certe situazioni rompono gli schemi e spesso il soggetto diventa il polo di coagulo per tutti quelli che indipendentemente dal colore politico si riconoscono nella verità e nella giustizia e sono disposti a lottare e, se necessario a sacrificarsi per esse.
Nel frattempo il giudice Ferraro è stato fatto oggetto di attentati e di una campagna di diffamazione sorda e sotterranea: gomme tagliate al camper, telefonate minatorie, furto del camper medesimo, ma soprattutto la reiterazione del provvedimento di sospensione dalla professione di magistrato.
Ma la sua impostazione e battaglia , niente affatto individuale,ha fatto crescere la sua notorietà e la stima di lui in svariato ambienti mentre un lavoro informativo e formativo durato un anno e mezzo stà dando primi corposi frutti nel paese.
Ad oggi stà preparando un ultimo DOCUMENTO di esplosiva rilevanza con prove ulteriori e l’eco della sua battaglia vede attonita assistere una cospicua parte del foro di Roma , consapevole ormai.
Qui di seguito allego La memoria esposto denuncia ultima presentata dal giudice “anche “ al CSM, che non ne ha potuto tener conto, depositata il 9 ed emesso il provvedimento “preconfezionato “ il 10 ottobre , quasi da locomotiva in discesa senza freni. Risulta allo stato confermato il provvedimento di sospensione dalle sue funzioni lavorative fino al mese di dicembre trascorso il quale potrebbe essere destituito in maniera definitiva. Ma gravi fatti ulteriormente scoperchiati aleggiano su un CSM sempre più messo all’angolo , per la prima volta da un magistrato “solo “ onesto e “irriducibile “ quando si parli di legalità Stato ( vero ) e criminalità in colletti bianchi o meno .
Come vedete la vecchia Unione Sovietica ha fatto scuola insieme agli altri regimi totalitari violenti non legati al popolo: chi è “pericoloso” insidiando lo status quo solo perchè persona pura e capace , da fermare, viene internato in un manicomio, o fatto passare da pazzo: certo i sistemi usati oggi in una repubblica democratica e libera sono molto più sofisticati e meno appariscenti di quelli che venivano posti in essere da un regime comunista, ma anche in regimi militari di ispirazione statunitense ( il Cile di Pinochet ), ma i fini sono sempre gli stessi; tentare di schiacciare chi vuole giustizia, chi lotta per la legalità e la verità. Quello che davvero spaventa è constatare il grado di corruzione, di coinvolgimento, di omertà e di minaccia e di prostituzione a cui siano sottoposti gli organi dello stato ed in particolare la parte deviata del Potere Giudiziario e di istituzioni come l’Esercito, che dovrebbero garantire la sicurezza e l’integrità dei cittadini.
Quel che rincuora è che vi “è un giudice a Roma “ … e che nel caso di specie la macchina della distruzione è stata definitivamente inceppata, non potendo più architettare falsi e capziosi argomenti , mentre la gente , di fronte ad un lavoro encomiabile di denuncia pubblica, stà prendendo le misure con il tema dell’oggi : una alternativa epocale a poteri deviati ed oligarchie, per una società a dimensione vera umana e per una politica ricostruita dal basso come il nostro giudice và predicando e mostrando . L’utopia può divenire realtà ?!?! a breve ne avremo la conferma, o meno.





Le vicende del “caso Ferraro” sono:
  • accuratamente analizzate nell'ulteriore articolo della giornalista Enrica Perrucchietti 
  • ben semplificate nell'articolo ( già riportato sopra ) 
  • estesamente ricostruite nel memoriale
  • approfondite sulla pista familiare e sull'uso eterodosso di giudizio civile 
  • portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato
  • dettagliatamente  contestualizzate con una analisi audio approfondita 

  • aggiornate con dati ed elementi valutativi attraverso i tredici post ordinati
  • sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audio
  • e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva " lettera all'Aggiunto Ilda Bocassini"
http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html entrambe le lettere parto dell'avv Alfonso Marra, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili
  • chiarite per gli antefatti anche lontani nei memoriali esposto del 9 ottobre 2012
  • il tutto viene poi contestualizzato analiticamente nel video ed articolo CECCHIGNOLA MAGISTRATURA ROMANA SERVIZI E SUPERGLADIO, tra i tanti 
  • mentre non mancano le prime crepe e la individuazione testimoniale della matrice lontana  deviata e di apparati legati ad elite militari sinanche 
  • ed addirittura il racconto da persona informata dell'attenzionamento ed accerchiamento persecutorio di Paolo Ferraro sin dal suo primo ingresso in magistratura ed anche prima 
  • Per  una dettagliata ricostruzione degli antefatti risalenti nel tempo si vedano  anche il dettagliato racconto-testimonianza con prove a riscontro 
MENTRE VI SONO NUMEROSI ARTICOLI CHE VIVISEZIONANO IL RUOLO DEL PROGETTO E DELLA SCUOLA  TAVISTOCK NELLA REALIZZAZIONE DEI MODELLI DI CONTROLLO ED UNA CONFERENZA VIDEO  CHE RIMETTE INSIEME TUTTI I TASSELLI
http://cddpsichiatriaepsicologiadeviate.blogspot.it/2014/04/non-era-basaglia-e-il-progetto-tavistock.html


Una versione agevolmente consultabile di tutto il materiale frutto del lavoro di tre anni cui hannoaprtecipato altri ( piccoli eroi anche loro ) sta  nei blog 
http://cddgrandediscovery.altervista.org


IL  sito per consultare direttamente tutti i video del CDD o individuare le raccolte e altre conferenze permanenti è in  
www.cddvideo.blogspot.it 
L'indice in continua evoluzione di tutte le attività, siti social forum,  canali del CDD è 

Una scheda che ricostruisce anche il dettaglio professionale è su 




APPELLO ALLA FIRMA 
E DIFFUSIONE DELLA PETIZIONE PER IL RIENTRO DEL MAGISTRATO  PAOLO FERRARO NELLA MAGISTRATURA . 

8 set 2014 — Chiediamo un effettivo concreto ulteriore impegno ai firmatari .
Ciascuno di essi può invitare 10 100 1000 5000 persone a firmare la petizione e i destinatari della presente firmando a loro volta amplificare le cerchie e così via . . Il tutto è semplificato nella piattaforma di change.org . 
https://www.change.org/it/petizioni/sig-ministro-di-giustizia-il-magistrato-paolo-ferraro-torni-a-fare-il-magistrato 
ECCO COME SI FA : ENTRA NELLA PAGINA DELLA PETIZIONE DaFIRMARE/FIRMATA CON IL TASTO IN ALTO A DESTRA "ACCEDI", E POI CON IL TASTO BLU DELLA PAGINA SUCCESSIVA "ACCEDI TRAMITE FACEBOOK" ASPETTA QUALCHE decina di SECONDI E POI PIGIA CONDIVIDI CON AMICI FACEBOOK .
SI APRE UNA SCHERMATA CON LE FACCINE AD ELENCO DEGLI AMICI. METTI NEL PRIMO MESSAGGIO QUESTO POST INTERO E POI CLICCA IN SEQUENZA . 
E' semplice,  e dedicando a questo dieci minuti ciascuno e gli invitati firmatari nuovi a loro volta e così via otterremo il risultato di una vera diffusione collettiva e necessaria.
Grazie a tutti .

SAVE THE JUDGE Paolo Ferraro AND the jurisdiction
FIRMIAMO TUTTI E CONDIVIDIAMO OVUNQUE! PETIZIONE
IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO! 
http://www.avaaz.org/it/petition/Al_sig_Ministro_di_Giustizia_IL_MAGISTRATO_PAOLO_FERRARO_TORNI_A_FARE_IL_MAGISTRATO/?cMaEyhb
Le istituzioni non si debbono privare di un magistrato indipendente e professionale, colpito con strumenti subdoli ed artificialmente costruiti per aver denunciato fatti che coinvolgono élites ed apparati deviati, quando tutto il Paese ne ha avuto le prove.


LA MILITANZA MULTIMEDIALE : Sinchè uno fa click e dice "fatto" ("pic indolor") e poi commenta pessimista non solo non cambierà nulla , ma ci staremo a prendere in giro girando i pollici e pettinando le bambole . 
La politica è impegno concreto , anche quando è solo multimediale: è diffondere porta a porta , sito a sito, indirizzo a indirizzo. Sono ore al giorno dedicate a diffondere chiarire spiegare . 
La politica come "un click" di assenso è l'inganno, il placebo degli idioti,   la panacea dei VINTI .  

 Paolo Ferraro